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Ipertiroidismo da Morbo di Basedow

Il Morbo di Basedow è una forma di ipertiroidismo, caratterizzata da un aumento dell’attività secretoria di ormoni tiroidei. È la forma più frequente di ipertiroidismo, con un incidenza di 1-2 casi per 1000 abitanti l’anno, con una prevalenza di circa il 2,5-3% e che predilige il sesso femminile nella 3^ e 4^ decade di vita. Questa malattia è una sindrome caratterizzata da ipertiroidismo e gozzo. L’origine del morbo di Basedow è nel sistema immunitario. Il Morbo di Basedow è caratterizzato dalla presenza nel siero dei pazienti affetti di anticorpi diretti contro il recettore del TSH (TRAb: anticorpi anti-recettore del TSH), di tipo stimolante (TSAb), patognomonici della sindrome, che determinano una condizione di iperattivazione funzionale ghiandolare con aumento in circolo di entrambi gli ormoni tiroidei FT4 ed FT3 con blocco del TSH, quasi sempre indosabile. Più raramente si può osservare una prevalente elevazione della sola FT3 (T3 tossicosi) ed inoltre non è infrequente il riscontro di elevati valori degli AbTPO e AbTg. Gli anticorpi tireostimolanti (TSAb) correlano sia con lo stato di attività della malattia che con la comparsa di recidive. La sintomatologia classica della malattia, detta “Triade di Merseburg”, cittadina tedesca dove Basedow descrisse i primi casi, comprende la presenza di “gozzo” (aumento volumetrico diffuso e di solito simmetrico della ghiandola tiroidea), “tachicardia” (aumento della frequenza cardiaca) ed “esoftalmo” (protrusione dei globi oculari al di fuori delle orbite).

Sintomi e segni clinici del Morbo di Basedow:

  • Insonnia
  • Astenia
  • Ansia
  • Irrequietezza
  • Instabilità psico-emotiva con difficoltà a concentrarsi
  • Ipertermia con iperidrosi ed intolleranza al caldo
  • Calo ponderale nonostante l’iperfagia che può in alcuni casi determinare aumento di peso (Basedow grasso)
  • Cute calda, umida
  • Onicolisi (fragilità delle unghie con tendenza a fissurarsi)
  • Tachicardia
  • Cardiopalmo
  • Palpitazioni
  • Dispnea
  • Fibrillazione atriale
  • Diarrea
  • Fini tremori palpebrali ed alle dita evidenziati a mani iperestesie
  • Osteoporosi
  • Cicli irregolari nelle donne
  • Calo della libido e della fertilità

La manifestazione più eclatante, quando presente, è sicuramente l’ESOFTALMO che si presenta con la protrusione in fuori dei bulbi oculari con retrazione della palpebra superiore. In alcuni casi: psicosi delirante, gravi sindromi depressivo ansiose, mixedema pretibiale dato dall’infiltrazione cutanea di mucopolisaccaridi in tale sede, ipertensione arteriosa.

 

Diagnosi:

La diagnosi di ipertiroidismo si basa sui sintomi che sono riferiti dal paziente, sulle manifestazioni rilevate nel corso della visita e sugli esami di laboratorio che confermano un eccesso di ormoni tiroidei. Il riscontro di valori di TSH adeguatamente soppressi è utile nell’escludere l’ipertiroidismo con inappropriata secrezione di TSH, dovuto a resistenza agli ormoni tiroidei o, molto più raramente ad adenomi ipofisari TSH-secernenti.

La maggior parte dei pazienti con morbo di Basedow presenta un aumento sierico di FT3 superiore all’FT4, dovuto sia ad un’eccessiva produzione e secrezione ghiandolare di triiodiotironina (T3) che ad un aumento della conversione extratiroidea di T4 in T3 (T3 tossicosi). Questo quadro di laboratorio si differenzia dall’ipertiroidismo indotto da amiodarone, in cui prevale una T4 tossicosi da ridotta conversione periferica.

Il quadro di laboratorio si completa con il dosaggio degli anticorpi anti recettore del TSH (TsAb), che nella grande maggioranza dei casi, risultano elevati. Altri indici biochimici caratteristici sono l’aumento dell’SHBG, la riduzione della colesterolemia e la positività degli anticorpi antiTG e antiTPO.

La scintigrafia tiroidea con curva di captazione, che evidenzia un aumento diffuso della captazione del 131I, è utile nella diagnosi differenziale con altre forme di ipertiroidismo, come la fase di dismissione della tiroidite cronica (“hashitossicosi”) e della tiroidite subacuta, tipicamente a bassa captazione. La corretta esecuzione della scintigrafia deve contemplare un adeguato wash-out farmacologico da sostanze iodate (sale iodato, Iodosan, mezzi di contrasto iodati, amiodarone, alcune creme cosmetiche ed alcune tinture per capelli) che possono interferire riducendo la captazione tiroidea del tracciante.

L’ecografia tiroidea, conferma l’iperplasia ghiandolare (gozzo diffuso) ed il completamento con power-doppler documenta un aumento della vascolarizzazione che abitualmente determina il caratteristico quadro di ‘inferno tiroideo’.

Terapie:
Le opzioni terapeutiche del morbo di Basedow includono i farmaci antitiroidei (in linea generale, le compresse di Tapazole, sebbene, in alcune condizioni possano essere utilizzate le compresse di Propycil), il trattamento radiometabolico con iodio radioattivo e l’intervento chirurgico di tiroidectomia totale. In aggiunta, all’inizio della malattia, la terapia con farmaci betabloccanti è impiegata in pressoché tutti i pazienti per contenere alcune manifestazioni dell’ipertiroidismo quali la tachicardia. La terapia con i farmaci antitiroidei controlla l’ipertiroidismo e, in circa un terzo dei pazienti, si associa alla remissione della malattia. Se la scelta è la terapia con i farmaci antitiroidei, questa dovrebbe essere prolungata, se vi sono le condizioni, per 18-24 mesi. I fattori che, tra gli altri, si associano ad una maggiore probabilità di guarigione sono l’età, il volume della

tiroide e i livelli di anticorpi anti recettore del TSH.

Se viene scelta una terapia definitiva (terapia radiometabolica con iodio radioattivo o intervento chirurgico di tiroidectomia) questa deve essere discussa preventivamente valutando in ogni paziente i vantaggi e le possibili complicanze

della decisione più appropriata.

In linea generale, l’ipertiroidismo del morbo di Basedow può essere controllato e trattato in maniera efficace e sicura nella quasi totalità dei pazienti.
Cosa succede dopo la terapia dell’ipertiroidismo del morbo di Basedow?
Se viene effettuato un trattamento definitivo dell’ipertiroidismo (terapia radiometabolica con iodio radioattivo o intervento chirurgico di tiroidectomia totale) si svilupperà l’ipotiroidismo (cioè, mancherà la funzione della tiroide e, quindi, degli ormoni che, normalmente, produce). Se si sviluppa l’ipotiroidismo, sarà necessario instaurare, in maniera continuativa, la terapia sostitutiva con le compresse di ormone della tiroide (Levo-Tiroxina).